"David Lyon, sociologo francese ha chiarito che la paura e la insicurezza vengono prodotte in prima battuta proprio da quelle tecnologie che dovrebbero combatterle, in una sorta di paradosso perverso. Più telecamere non fanno sentire più sicuri, ma aumentano ansia e sospetto. Più contatti telefonici con i nostri cari non ci tranquillizzano, ma creano uno stato permanente di tensione.
Citiamo a questo proposito un brano del discorso di Lyon che non lascia
dubbi: "Sono crollate certezze e relazioni sociali, viviamo nell'era del sospetto. Una volta contava chi eri e cosa sapevi fare, oggi la regola è: "cosa sappiamo di te?". Non sapendo mai abbastanza,l'ansia cresce".
La dodicesima proposta verte allora su una prima necessità che è quella di riappropriarsi del coraggio di vivere, affermando: Noi non abbiamo paura. Per poi continuare. Noi non abbiamo paura di non trovare lavoro. Noi non abbiamo paura di perdere il lavoro. Noi non abbiamo paura di viaggiare nel mondo. Noi non abbiamo paura di avere coraggio. Noi non abbiamo paura di lasciare a 20 anni la casa dei nostri genitori. Noi non abbiamo paura di sognare il futuro. Noi non abbiamo paura di essere aggrediti da un immigrato. Non non abbiamo paura di denunciare chi ci ha aggredito, chiunque egli sia. Noi non abbiamo paura di essere annoiati. Noi non abbiamo paura di avere una opinione. Noi non abbiamo paura di discutere con chi ha una opinione diversa dalla nostra. Noi non abbiamo paura di non essere abbastanza importanti. Noi non abbiamo paura di chi è razzista perché gli viene naturale.
E la previsione è che tra qualche anno il coraggio verrà insegnato nelle scuole." FRANCESCO MORACE
alenews è nato dalla necessità del ruolo che ricopro nella azienda in cui lavoro. Portare le novità, testi, libri, riferimenti che possano contribuire ai nuovi sviluppi marketing
martedì 13 ottobre 2009
venerdì 2 ottobre 2009
BRASIL 2016
Bellissimo...mi sono emozionata..ma forse perchè sono di parte...:-)
Rio 2016
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mercoledì 12 agosto 2009
LA SERIETA' FA LA DIFFERENZA
E' vero che il consumatore oggi è Rè, ma non tutto gli è concesso...
http://danielesensi.blogspot.com/2009/08/nike-contro-padania.html
Gentile Cliente
Sfortunatamente, non possiamo procedere con il suo ordine.
Anche se onoriamo la maggior parte degli iD, non possiamo, però, onorarli tutti. Alcuni possono contenere altri marchi che Nike non ha il diritto di utilizzare. Altri, come quello da lei presentato, semplicemente non desideriamo metterlo sui nostri oggetti.
Il suo PiD contiene parole e frasi non adeguate alle nostre regole di personalizzazione. La preghiamo di inviarci un PiD alternativo per poter procedere al più presto con il suo ordine.
Chapeaux!!
http://danielesensi.blogspot.com/2009/08/nike-contro-padania.html
Gentile Cliente
Sfortunatamente, non possiamo procedere con il suo ordine.
Anche se onoriamo la maggior parte degli iD, non possiamo, però, onorarli tutti. Alcuni possono contenere altri marchi che Nike non ha il diritto di utilizzare. Altri, come quello da lei presentato, semplicemente non desideriamo metterlo sui nostri oggetti.
Il suo PiD contiene parole e frasi non adeguate alle nostre regole di personalizzazione. La preghiamo di inviarci un PiD alternativo per poter procedere al più presto con il suo ordine.
Chapeaux!!
lunedì 27 luglio 2009
l'ozio è necessario
L'età moderna, centrata com'è sull'etica capitalista del lavoro, ha perso di vista la concezione antica dell'ozio e in quei pochi casi in cui lo prende in considerazione lo confonde con quel che in senso lato siamo usi chiamare "svago". Una società improntata ad una logica eminentemente espansiva intende lo svago in funzione del lavoro, lo vede come una necessaria momentanea sospensione dalla fatica in vista di una migliore ripresa, di una più alta efficienza lavorativa.
Per i moderni l'ozio ha dunque senso solo se lo si assume come una pausa - giustificata - dal lavoro e non viene invece concepito come un'attività libera, come il "tempo dell'opera", di cui cifra assoluta è l'opera d'arte. L'arte infatti è insieme lavoro, libertà/creatività, grazia. Gli uomini moderni hanno dimenticato l'idea antica di ozio e tuttavia non mancano di lamentare ad ogni momento - pavesianamente - che lavorare stanca.
È allora necessario recuperare il valore originario dell'ozio così come lo intendevano i greci. La parola greca scholé significa riposo, quiete, soprattutto tempo libero.
Nell'ozio, l'uomo si libera da sé, dal suo immediato interesse, non per negarsi, ma per meglio ritrovarsi, per pervenire alla più compiuta consapevolezza della sua vera condizione. Non a caso l'ozio degli antichi era caratterizzato dallo studio e soprattutto dallo studio disinteressato: non quello funzionale ai risultati immediati, ma quello necessario solo per capire. Tutto questo gli antichi lo chiamavano contemplazione. "
Per i moderni l'ozio ha dunque senso solo se lo si assume come una pausa - giustificata - dal lavoro e non viene invece concepito come un'attività libera, come il "tempo dell'opera", di cui cifra assoluta è l'opera d'arte. L'arte infatti è insieme lavoro, libertà/creatività, grazia. Gli uomini moderni hanno dimenticato l'idea antica di ozio e tuttavia non mancano di lamentare ad ogni momento - pavesianamente - che lavorare stanca.
È allora necessario recuperare il valore originario dell'ozio così come lo intendevano i greci. La parola greca scholé significa riposo, quiete, soprattutto tempo libero.
Nell'ozio, l'uomo si libera da sé, dal suo immediato interesse, non per negarsi, ma per meglio ritrovarsi, per pervenire alla più compiuta consapevolezza della sua vera condizione. Non a caso l'ozio degli antichi era caratterizzato dallo studio e soprattutto dallo studio disinteressato: non quello funzionale ai risultati immediati, ma quello necessario solo per capire. Tutto questo gli antichi lo chiamavano contemplazione. "
lunedì 20 luglio 2009
giovedì 16 luglio 2009
giovedì 25 giugno 2009
Riuscire a pensare che il Made-in-Italy venga riconosciuto dal progetto MAGIC ITALY... è da incubo. questa "cosa" turberà le vostre notti e la vostra "italianità". Sì, perché con il governo Berlusconi e il ministero Brambilla l'Italia cambia. Nuova immagine, nuovo look, nuovo claim, nuove magie.... ma dove?Abbiamo i migliori designer, un gusto estetico che ci viene riconosciuto da tutto il mondo, uno stile inconfondibile e pure... si riesce a produrre questo incubo.
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